|
La pittura di Aldo Zaccardelli nasce da una stesura cromatica a colori equilibrati che si mescolano otticamente in una visione spontanea ed abbreviata delle cose che sembra voler cogliere il senso più che l'apparenza del reale. SERENA FOGLIO |
|
La pennellata rapida, quasi di tocco, dissolve il contorno disegnativo delle figure e suggerisce la forma pittoricamente con effetti di luce e colori tonalmente accostati. RENZO BONOCORE |
|
Nel maestro Zaccardelli l'analisi psicologica delle sue opere non pone minimamente in ombra i valori pittorici: un suo quadro può affascinare semplicemente in quanto opera pittorica, ma ha sempre un contenuto spirituale; quando l'elemento estetico e quello spirituale si fondono, essi esprimono l'anima stessa del pittore. GINO GRASSI |
|
L'opera del maestro Zaccardelli è piena di fascino. E' impressionante vedere all'opera la sua mano che si muove con sicurezza, tracciando ardite prospettive dense di un cromatismo personalissimo. I suoi paesaggi non sono semplici paesaggi: vi è in ciascuno di essi assai di più. Sono organismi viventi, scandagli di anime, descrizioni di passioni elementari, di conflitti e di armonie della natura. ALFREDO SCHETTINI |
|
In realtà per Zaccardelli essere se stesso significa operare in una condizione di insofferenza, di inquietudine, dipingere con fare sciolto, senz'altra risorsa che quella del proprio istinto, con pennellate graffianti che strappano e fissano sulla tela brandelli di "vero luminoso". E' in tal modo che riesce ad essere concisamente frammentario, splendido, vibrante, abbozzando ma con tratti che sono definitivi e compiuti, inquadrature urbane ove campeggiano monumenti o dove il tema è essenzialmente il gioco-scurale o delineanndo figure femminili nelle quali è più evidente lo sforzo di una ricerca condotta nell'area della sensibilità e della problematica che vi si connette senza più venir meno alla fedeltà stilistica. JEAN PHILIPPE MORENO |